Ogni imprenditore sa che la strategia di marketing non è un esercizio accademico. Serve scegliere approcci che rispondano a obiettivi chiari, rispettino il budget e siano misurabili nel tempo. Questo articolo mette in fila 15 strategie di marketing con esempi concreti, indicazioni su come valutarle e suggerimenti pratici per capire se funzionano davvero nella tua azienda.
Come scegliere la strategia giusta per la tua azienda
Scegliere significa confrontare necessità reali, capacità interne e risultati attesi. Prima di investire in una strategia chiediti: quale problema sto risolvendo per il cliente, quanto tempo ho per vedere risultati, quale capacità operativa ho internamente e quale parte devo esternalizzare. Una buona scelta nasce da tre elementi fondamentali: obiettivi misurabili, conoscenza del cliente e risorse allocate.
Gli obiettivi vanno tradotti in metriche di controllo. Se il tuo obiettivo è aumentare i contatti qualificati scrivi obiettivo: "+30% lead qualificati in 6 mesi" e associa KPI come lead qualificati mensili, costo per lead e tasso di conversione da lead a cliente. Quando valuti una proposta strategica chiedi sempre: quali KPI misuriamo, con quale frequenza e quale soglia indica successo. Per approfondire la costruzione pratica di una strategia, vedi la guida Come fare una strategia di marketing?.
Takeaway pratico: prima di partire definisci 3 KPI non più di 90 giorni per valutare se la strategia merita continuità.
Tipi di strategie di marketing: scegliere per obiettivo e contesto

Esistono strategie focalizzate sull'acquisizione di clienti, sulla fidelizzazione o sulla creazione di valore di marca. Tra le più efficaci per PMI e imprese locali trovi: content marketing per autorità, SEO per visibilità organica, advertising per risultati rapidi, email e CRM per fidelizzazione, e strategie di community per engagement a basso costo. La scelta va fatta in funzione del ciclo di vendita: vendita complessa B2B richiede più contenuto tecnico e account-based marketing, vendita retail locale punta su search locale e social advertising.
Takeaway pratico: mappa ogni strategia su due assi, orizzontale tempo per ottenere risultato, verticale costo per acquisizione, per capire priorità e sequenza.
15 esempi concreti di strategie di marketing (cosa sono, quando funzionano, metriche e budget)

- Strategia di content marketing per autorità di settore
Questa strategia costruisce leadership tramite contenuti originali: blog approfonditi, white paper, webinar. Funziona quando il tuo cliente prende decisioni informate e ricerca competenze prima dell'acquisto, tipico nel B2B e nei servizi professionali.
Applicabilità per budget: con 1.000 euro al mese puoi produrre 1-2 articoli lunghi e promuoverli con advertising mirato; con 5.000+ euro al mese puoi integrare video, webinar e campagne di amplification.
Metriche da controllare: traffico organico verso contenuti, tempo medio sulla pagina, lead generati dai contenuti e tasso di conversione dei form.
Punto di controllo: dopo 90 giorni valuta se il contenuto porta lead qualificati o solo visite non convertite. Se molte visite ma pochi lead, intervieni sulla call-to-action e sulle offerte.
- SEO local per negozi e servizi territoriali
Strategia centrata su ottimizzazione per ricerche locali, Google My Business, SEO on-page e citazioni locali. Funziona per negozi fisici, studi professionali e aziende di servizi.
Budget: da 300 a 2.500 euro al mese a seconda dell'intensità delle attività tecniche e di link building locale.
Metriche: posizionamento per keyword locali, numero di chiamate o richieste dirette da scheda Google, visite da ricerca organica locale.
Punto di controllo: nel primo mese correggi scheda Google e recensioni; entro 3 mesi misura aumento delle chiamate e delle visite in negozio.
- Campagna di advertising performance (Google Ads + Meta)
Uso di search intent e targeting social per generare conversioni immediate. Adatta a lanci di prodotto, promozioni stagionali e lead generation veloce.
Budget: con 1.000 euro al mese ottieni dati utili su keyword e CPA; con 5.000+ euro puoi scalare e testare segmenti diversi.
Metriche: costo per acquisizione (CPA), tasso di conversione della landing page, ROAS per campagne e canale.
Punto di controllo: testa 3 creatività e 3 landing in 30 giorni; se il CPA non scende, rivedi la value proposition.
- Email marketing evoluto e automazioni CRM
Non è solo invio di newsletter. Lavorare con segmentazione, scoring e automation permette di incrementare retention e valore medio ordine.
Budget: piattaforme da gratuite a 200+ euro/mese; investimento principale è nella strategia e nella segmentazione.
Metriche: open rate per segmento, click rate, tasso di conversione delle automation e valor medio per cliente.
Punto di controllo: avvia flussi di benvenuto e carrelli abbandonati nei primi 30 giorni e misura uplift nelle conversioni.
- Product-led growth per SaaS e prodotti digitali
Strategia che sfrutta il prodotto come canale di acquisizione: freemium, trial e onboarding ottimizzato. Funziona se il prodotto ha valore percepibile immediatamente.
Budget: variabile, spesso richiede sviluppo prodotto e risorse per ottimizzare onboarding.
Metriche: tasso di conversione da free a paid, retention 7/30 giorni, NPS.
Punto di controllo: se la conversione free->paid è bassa, rivedi onboarding e valore del piano gratuito.
- Account-Based Marketing per vendite B2B di alto valore
Mirare account specifici con messaggi personalizzati tramite content mirato, eventi e outreach coordinato tra marketing e sales.
Budget: mediamente alto per la personalizzazione, ideale per vendite con alto valore medio.
Metriche: numero di account attivati, meeting qualificati, valore medio opportunità.
Punto di controllo: sincronizza metriche tra sales e marketing per evitare disallineamenti sugli account target.
- Community-led growth per fidelizzazione e referral
Costruire gruppi di clienti che si aiutano a vicenda incrementa retention e referral. Ideale per prodotti B2C con forte componente sociale o per nicchie professionali.
Budget: contenuto e moderazione, spesso basso investimento monetario ma richiede tempo.
Metriche: tasso di partecipazione, tasso di referral, churn rate tra membri.
Punto di controllo: misura la differenza di retention tra membri della community e non membri.
- Influencer marketing mirato per segmenti specifici
Più efficace quando si usano micro-influencer con audience verticale piuttosto che macro-influencer generici. Funziona bene per prodotti lifestyle, beauty e retail.
Budget: con micro-influencer puoi partire anche con 500-1.000 euro per campagna; per creator top il budget sale considerevolmente.
Metriche: engagement per contenuto, traffico da referral, vendite attribuite all'influencer.
Punto di controllo: verifica autenticità e rapporto engagement/follower prima di investire.
- Content repurposing e distribuzione omnicanale
Un articolo lungo può diventare post, video breve, caroselli social e newsletter. Massimizzare asset esistenti riduce costi e aumenta copertura.
Budget: efficiente per chi ha contenuti già prodotti; con poche centinaia di euro puoi trasformare asset in nuovi formati.
Metriche: reach totale per asset, crescita iscritti e tasso di coinvolgimento su canali diversi.
Punto di controllo: traccia UTM e sorgenti per capire dove performa meglio ogni formato.
- Strategie di pricing e promozioni dinamiche
Sperimentare prezzo, bundle e offerte temporanee può aumentare marginalità senza grandi investimenti di marketing.
Budget: impatto economico su margini più che sul marketing cash.
Metriche: valore medio ordine, margine lordo per promozione, frequenza di acquisto.
Punto di controllo: ogni promozione va misurata separatamente per non erodere il valore percepito nel tempo.
- PR e relazioni con la stampa per autorità e lead organici
Non solo comunicati: contatti mirati con giornalisti di settore e case history ben confezionate generano lead qualificati e visibilità.
Budget: variabile, può partire basso se fatto internamente ma richiede costanza.
Metriche: menzioni, traffico referral da siti autorevoli, lead da articoli.
Punto di controllo: verifica qualità delle menzioni più che quantità.
- Partnership e co-marketing con aziende complementari
Collaborare con fornitori o servizi non concorrenti aiuta ad accedere a nuove audience con costi condivisi.
Budget: spesso basso, basato su scambio valore o budget condiviso.
Metriche: lead condivisi, conversion rate dalle campagne congiunte, costo per lead.
Punto di controllo: stabilire metriche e regole chiare prima di lanciare la partnership.
- Strategie per marketplace e canali esterni
Vendere su marketplace richiede ottimizzazione scheda prodotto, pricing e advertising interno. Ideale per brand fisici che vogliono scala rapida.
Budget: dipende dalle fee marketplace e da eventuale advertising.
Metriche: tasso di conversione scheda, vendite giornaliere, costo totale venduto.
Punto di controllo: confronta margine netto su marketplace con canale diretto per decidere scala.
- Viral loop e referral programmati
Incentivare condivisioni tramite sconti o servizi aggiuntivi può ridurre costo di acquisizione quando il prodotto si presta al passaparola.
Budget: costo di incentivi e sviluppo delle meccaniche.
Metriche: tasso di invito per utente, percentuale di inviti convertiti, costo per acquisizione via referral.
Punto di controllo: testa incentivi diversi e misura la qualità dei referral rispetto a canali a pagamento.
- Campagne di rebranding o riposizionamento
Quando il mercato cambia o la percezione del brand limita la crescita, un riposizionamento con messaggi coerenti e roll-out multicanale può essere necessario.
Budget: mediamente alto, include ricerca, creatività e piano di roll-out.
Metriche: awareness di brand, sentiment, traffico diretto pre e post rebranding.
Punto di controllo: esegui test su segmenti limitati prima di un roll-out completo per minimizzare il rischio.
Casi di insuccesso utili da cui imparare
Non tutte le campagne diventano virali per i giusti motivi. Un esempio noto è l'ad di Pepsi con Kendall Jenner, che ha ricevuto critiche per banalizzare temi sociali complessi. Il problema fu disallineamento tra messaggio e contesto culturale. Anche il redesign del logo Gap nel 2010 ha mostrato come una modifica grafica percepita come frettolosa e non comunicata generi backlash.
In entrambi i casi la lezione è chiara: prima di lanciare una campagna che tocca valori sensibili o che altera il posizionamento, testa il messaggio con audience rappresentative e assicurati che il tone of voice sia coerente con la brand identity.
Takeaway pratico: prima del go-live usa test qualitativi e piccoli lanci per raccogliere feedback reali.
Budget: cosa puoi realisticamente ottenere con X euro
Per rendere la decisione operativa, considera tre livelli di investimento e obiettivi tipici. Con un budget basso (intorno a 1.000 euro/mese) puoi validare canali, ottenere prime conversioni e sviluppare contenuti iniziali. Con budget medio (3.000-7.000 euro/mese) puoi scalare advertising, avviare automation e produrre contenuti di qualità. Con budget elevato (10.000+ euro/mese) puoi impostare una strategia omnicanale, investire in sviluppo prodotto e integrare BI avanzata.
È importante però legare il budget a KPI di controllo e a una timeline di test. Un errore comune è aumentare budget su campagne non ottimizzate: investi prima in test creativi e landing page, poi aumenta media spend.
Takeaway pratico: dedica il 20-30% del budget iniziale ai test e ottimizzazione prima di scalare.
Roadmap 30-60-90 giorni per mettere in controllo una strategia
Nel primo mese raccogli dati e stabilisci baseline: configura tracciamento, definisci KPI e avvia test di creatività o contenuti. Nel secondo mese ottimizza in base ai risultati: chiudi i test non performanti, scala creatività che convertono e introduci automazioni. Nel terzo mese standardizza processi, implementa reportistica ricorrente e valuta espansione canali.
Esempio pratico: per una campagna di lead generation avvia 3 varianti di landing e 3 creatività; dopo 30 giorni elimina le peggiori e rimetti budget sulle migliori; dopo 60 giorni integra flussi email per nurturare i lead e misura conversione finale a vendite.
Takeaway pratico: imposta revisioni settimanali sui KPI critici e decisioni mensili per riallocare budget.
Misurazione, attribuzione e strumenti consigliati
La misurazione efficace passa da tracciamento coerente e dashboard semplici. Usa Google Analytics 4 per il tracciamento base, strumenti di heatmap come Hotjar per capire il comportamento, e piattaforme di SEO come Semrush o Ahrefs per monitorare visibilità organica. Per CRM e automation HubSpot, ActiveCampaign o Mailchimp sono scelte consolidate. Per adv usa la suite nativa (Google Ads, Meta Ads) e strumenti di gestione come Hootsuite o Loomly per pianificare i contenuti.
Per l'attribuzione, evita semplificazioni: usa modelli multi-touch quando il funnel è complesso. Se vuoi capire il contributo degli asset, costruisci una semplice tabella con canali, costi e conversioni attribuite per vedere il costo per risultato su ogni canale.
Formula utile per l'ROI marketing: (Ricavi attribuiti alle attività – Costo delle attività) / Costo delle attività. Esempio ipotetico: se una campagna costa 5.000 euro e genera 20.000 euro di vendite attribuite, ROI = (20.000 – 5.000) / 5.000 = 3, cioè 300 percento. Usa questo approccio per confrontare canali diversi.
Takeaway pratico: costruisci una dashboard con massimo 6 metriche chiave per decisioni rapide.
Per approfondire la dimensione data-driven della strategia vedi Marketing Strategico Data-Driven.
Strumenti consigliati (free vs paid) e quando usarli
Strumenti gratuiti utili sono Google Analytics 4 per web analytics, Google Search Console per keyword e performance, e la versione free di Hotjar per mappe di calore limitate. Per SEO e competitive intelligence Semrush e Ahrefs offrono trial e piani a pagamento con analisi approfondite. Per email e automazione Mailchimp è valido per iniziare, mentre HubSpot e ActiveCampaign sono più completi per esigenze di CRM e automazione avanzata. Per advertising la gestione diretta da Google Ads e Meta Ads è spesso sufficiente, mentre strumenti come Zapier aiutano a collegare sistemi e automatizzare processi.
Takeaway pratico: inizia con strumenti gratuiti per creare baseline, poi investi in tool a pagamento quando il valore generato supera il costo dello strumento.
Privacy, conformità e first-party data
Dopo le evoluzioni della privacy, puntare su strategie basate su first-party data è cruciale. Raccogli dati in modo trasparente, chiedi consenso e spiega il valore che il cliente ottiene. Costruire una base di contatti proprietaria riduce la dipendenza da cookie di terze parti e aumenta il controllo sui risultati.
Takeaway pratico: crea un piano per raccolta e gestione dei dati nel primo trimestre operativo della strategia.
Come capire se una strategia sta funzionando per la tua impresa
Controlla se gli indicatori che hai definito migliorano in modo sostenuto. Non fermarti alla vanità di metriche alte come visite se non portano vendite o lead qualificati. Allinea metriche marketing con metriche di business: fatturato, margine e retention. Infine stabilisci soglie di decisione: ad esempio, se dopo 90 giorni il costo per lead è superiore del 50 percento rispetto alla baseline, riduci l'investimento finché non ottimizzi.
Se hai bisogno di capire rapidamente dove migliorare la tua strategia, puoi usare la guida pratica su Come fare lead generation.
Takeaway pratico: rendi le metriche marketing comprensibili e collegabili ai risultati economici dell'impresa.
Conclusione e prossimi passi
Le "strategie di marketing esempi" presentate qui non sono formule magiche ma palette di opzioni da adattare al tuo contesto. Per un imprenditore la priorità è saper scegliere, misurare e fermare ciò che non funziona: definisci poche metriche chiare, investi per testare e scala solo le attività che dimostrano risultato reale.
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Per conoscere altri contenuti utili visita il nostro Blog di digital marketing o scopri come supportiamo gli uffici marketing con consulenza pratica su Consulenza per uffici marketing aziendali | Delion.
Takeaway pratico finale: concentra le energie su 1-2 strategie misurabili nei primi 90 giorni, poi scala progressivamente in base ai risultati reali.

