Skip to main content Scroll Top

I 5 KPI che ogni imprenditore dovrebbe monitorare su Google Ads

Google Ads rappresenta un’opportunità straordinaria per le imprese che desiderano promuovere i propri prodotti e servizi online. Tuttavia, per ottenere risultati significativi, è fondamentale avere una strategia ben definita e monitorare attentamente i KPI (Key Performance Indicators). 

Gli imprenditori e la creazione di una strategia per Google ads

Nella fase iniziale della collaborazione con un consulente o un’agenzia di marketing, l’imprenditore partecipa attivamente allo sviluppo di una strategia efficace su Google Ads. Ciò implica una comunicazione chiara degli obiettivi di business e dei fattori di costo. L’imprenditore dovrebbe definire gli obiettivi specifici che desidera raggiungere con le campagne pubblicitarie, come l’aumento delle vendite, la generazione di lead qualificati o l’espansione del mercato. Questi obiettivi consentono all’agenzia di marketing di personalizzare la strategia in modo appropriato per massimizzare i risultati desiderati. Strettamente correlato a questo tema, può essere utile leggere Preventivo Google Ads. Strettamente correlato a questo tema, può essere utile leggere Preventivo Google Ads.

Tra i compiti più importanti cui deve assolvere il management aziendale c’è quello relativo all’indicazione dei fattori di costo che l’agenzia dovrà tenere in considerazione nella gestione delle campagne. Tra questi, sicuramente ci sarà il budget pubblicitario, il COGS (costo del bene venduto) nel caso di un ecommerce o il tasso di chiusura e i fattori di redditività nel caso di lead generation. Collaborando con l’agenzia specializzata nel performance marketing, l’imprenditore può discutere le risorse finanziarie disponibili e stabilire un piano pubblicitario che sia sostenibile e in linea con gli obiettivi di business.

L’agenzia di marketing d’altro canto, con la sua esperienza e competenza nel settore, fornirà preziosi input strategici e suggerimenti per creare asset efficaci, come testi di annunci coinvolgenti, selezione delle parole chiave, segmentazione del pubblico e scelta delle migliori opzioni di targeting. La collaborazione tra l’imprenditore e l’agenzia è essenziale per sviluppare una strategia pubblicitaria vincente su Google Ads.

Il monitoraggio delle prestazioni: i 5 KPI da monitorare sempre

Una volta che le campagne sono attive, è fondamentale che l’imprenditore possa monitorare costantemente i KPI per valutare l’efficacia e il successo delle iniziative pubblicitarie. Ogni manager di un’impresa, al netto delle specificità del proprio modello di business, dovrebbe comprendere il significato di almeno 5 metriche e altrettanti KPI da tenere sempre sotto osservazione allo scopo di discuterne poi con i consulenti per comprenderne gli andamenti:

  1. CTR (Click-Through Rate): il Click-Through Rate misura la percentuale di utenti che cliccano sul tuo annuncio rispetto al numero di volte in cui viene visualizzato. Questo KPI è un indicatore della rilevanza e dell’interesse generato dall’annuncio. Dovresti controllare regolarmente il CTR per valutare se l’annuncio sta attirando l’attenzione del pubblico di riferimento e chiedere all’agenzia di apportare modifiche se necessario.
  2. CPA (Cost per Acquisition): il Cost per Acquisition rappresenta il costo medio sostenuto per acquisire un cliente, un lead o una conversione. Questo KPI ti aiuta a comprendere l’efficienza delle tue campagne pubblicitarie e il rendimento del tuo investimento. Monitorare il CPA ti consente di ottimizzare il budget e chiedere al consulente di apportare eventuali modifiche per ridurre i costi e massimizzare il ROI.
  3. Conversion Rate (Tasso di conversione): il Conversion Rate misura la percentuale di utenti che compiono un’azione desiderata, come un acquisto o una registrazione, dopo aver cliccato sul tuo annuncio. Questo KPI riflette l’efficacia delle tue campagne nel generare conversioni. Dovresti monitorare il Conversion Rate per identificare se gli utenti stanno rispondendo positivamente all’annuncio e coinvolgere l’agenzia nella creazione di test su parole chiave, annunci e CPC per provare a migliorare questa importantissima metrica.
  4. ROAS (Return on Advertising Spend): il Return on Advertising Spend misura il rapporto tra il ricavo generato e il denaro speso per la pubblicità. Questo KPI ti fornisce una valutazione chiara del rendimento del tuo investimento pubblicitario. Monitorando il ROAS, puoi valutare se stai ottenendo un ritorno positivo dal tuo budget pubblicitario e far apportare modifiche strategiche, se necessario.
  5. Impression Share: l’Impression Share indica la percentuale di volte in cui il tuo annuncio viene mostrato rispetto al numero totale di impressioni possibili. Questo KPI ti aiuta a valutare se stai raggiungendo efficacemente il tuo pubblico di riferimento. Monitorare l’Impression Share ti consente di identificare se l’annuncio sta ottenendo una visibilità adeguata e se è necessario apportare modifiche al budget messo a disposizione dell’agenzia per migliorare l’esposizione.

Con quale frequenza e quale obiettivo monitorare i KPI?

La frequenza con cui si dovrebbero verificare i dati dipende dalla complessità delle tue campagne e dagli obiettivi di business – anche se non dovrà mai diventare una pratica ossessiva, da effettuare in modo quotidiano. In generale, è vero comunque che il monitoraggio dei KPI dovrebbe essere effettuato regolarmente, almeno settimanalmente o mensilmente, per ottenere una visione chiara delle prestazioni delle campagne.

Per valutare l’efficacia del lavoro svolto dall’agenzia, è importante utilizzare dati di contesto come YtD (Year-to-Date) e YoY (Year-over-Year). Questi dati ti consentono di confrontare le prestazioni delle tue campagne con periodi precedenti nello stesso anno o anni precedenti. Ad esempio, se le campagne stanno superando i risultati ottenuti nello stesso periodo dell’anno precedente, potrebbe indicare un buon lavoro svolto dall’agenzia. Al contrario, se le prestazioni non raggiungono le aspettative o sono in calo rispetto all’anno precedente, potrebbe essere necessario apportare modifiche o richiedere un’analisi più approfondita da parte dei consulenti, per comprendere se ci sono spazi di ottimizzazione o se da un anno al successivo ci sono stati fattori di mercato che hanno influenzato le prestazioni.

In ogni caso, sfruttare al meglio la collaborazione con un’agenzia di marketing e il monitoraggio attento dei KPI porterà a risultati di successo sulle campagne pubblicitarie su Google Ads.

Domande frequenti

Quali sono i 5 KPI fondamentali da monitorare su Google Ads?
I cinque KPI di base sono CTR, CPA, ROAS, tasso di conversione e quality score. Insieme dicono quanto l'annuncio è rilevante per il pubblico, quanto costa acquisire un cliente, quanto rende ogni euro speso, quanto bene la landing page chiude la vendita e quanto Google considera coerente l'insieme di parola chiave, annuncio e pagina di destinazione.
Che differenza c'è tra CTR e tasso di conversione?
Il CTR misura la percentuale di utenti che cliccano sull'annuncio rispetto a chi lo vede ed è un indicatore di rilevanza. Il tasso di conversione misura quanti, tra chi ha cliccato, completano l'azione obiettivo (acquisto, lead, prenotazione). Un CTR alto con conversioni basse di solito segnala disallineamento tra annuncio e landing page, non un buon risultato.
Quando il CPA è un KPI affidabile per valutare una campagna?
Il CPA è affidabile quando il volume di conversioni è abbastanza alto da non essere influenzato dal caso e quando l'azione tracciata corrisponde davvero a un'opportunità commerciale. Su volumi piccoli oscilla molto e va letto insieme al ROAS e al margine reale. Senza un CPA target legato al margine di prodotto o servizio, è solo un numero senza riferimento.
Come usare il ROAS per capire se Google Ads è sostenibile?
Il ROAS dice quanti euro di ricavato genera ogni euro speso in advertising. Per essere sostenibile va confrontato con il break-even ROAS, cioè il ritorno minimo che copre costo del prodotto, costi fissi e margine atteso. Un ROAS alto in assoluto può essere insufficiente se i margini sono bassi, mentre un ROAS apparentemente modesto può essere sano su prodotti ad alto margine.
Quali sono gli errori più comuni nell'interpretare i KPI di Google Ads?
I più frequenti sono valutare le campagne sul singolo dato (solo CTR o solo CPC) invece che sull'insieme, confrontare periodi non omogenei, leggere conversioni post-click ignorando l'effetto assistito di altri canali e cambiare strategia su numeri ottenuti su volumi troppo piccoli. Senza un periodo di osservazione coerente, i KPI raccontano rumore e non andamento reale.
Con quale frequenza rivedere i KPI di Google Ads?
Per la gestione operativa va bene una lettura settimanale, utile a intervenire su pubblici, parole chiave e creatività senza inseguire il singolo giorno. Per la lettura strategica, da condividere con la direzione, è più solido un orizzonte mensile o trimestrale, dove i dati hanno volume sufficiente per leggere trend e ROI reale invece di oscillazioni di breve periodo.